Per la Banca d’Italia il credito alle imprese, soprattutto alle Pmi, è una priorità. Anche il premier Mario Monti ha fatto un’esplicita richiesta alle banche affinché si sostengano le imprese e l’economia reale. Ciò lo ha riferito
Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, che ha evidenziato l’impegno delle banche di fare «quello che ci è stato chiesto». Anche il governatore della Bankitalia, Ignazio Visco, negli scorsi giorni ha promosso una forte richiesta in questo senso, in sede di intervento al Congresso di Assiom Forex.
Il governatore Visco ha affermato anche che la stretta creditizia è avvenuta soprattutto a fine anno 2011, infatti fino a novembre il credito erogato dalle banche italiane al settore privato non finanziario continuava ad aumentare, nonostante i ritmi decrescenti; è stato in dicembre che i prestiti alle imprese, dice Visco, si sono «contratti, di circa 20 miliardi; l’entità della diminuzione è molto elevata nel confronto storico, anche se può avere in parte risentito della volatilità dei dati di fine anno».
Visco afferma che se da una parte sono state le domande di finanziamento delle imprese a diminuire, dall’altra c’è stato un «irrigidimento nelle condizioni di offerta dei prestiti». Da parte delle banche stesse si sono presentati problemi sulla raccolta di liquidità ed ora in questo senso la Bce è arrivata in soccorso, con l’invito conseguente della Banca d’Italia agli istituti di credito italiani perché prestino più soldi alle imprese.
La nuova regolamentazione favorisce le piccole e medie imprese, Visco sostiene: «prestiti a imprese ben capitalizzate e valutate in grado di sfruttare economie di scala o di diversificazione richiedono, alle banche che adottano sistemi di rating interno, una minore copertura patrimoniale e possono quindi essere concessi a tassi relativamente contenuti».




